Quali dati tratta tisonovicino, di chi, perché, per quanto tempo e chi altro li vede. Se ci hai solo scritto una mail senza usare l’app, quella è un’altra pagina, molto più corta.
Versione informativa-2026-08 · in vigore dal 27 Agosto 2026
| Titolare del trattamento | Fabio Zaltron, persona fisica |
| Per qualsiasi cosa | info@tisonovicino.it |
| Assistenza | support@tisonovicino.it |
tisonovicino non è ancora un’azienda, ed è giusto che tu lo sappia prima di affidarci qualcosa. È un progetto in prova portato avanti da una persona sola, che oggi funziona su poche famiglie. Quando diventerà una società questa pagina sarà riemessa con il nome, la sede e la partita IVA — e con un numero di versione nuovo, così si vede che è cambiata.
Non è un dispositivo medico e non sostituisce l’assistenza sanitaria, il medico di base o il numero d’emergenza. Non rileva le cadute e non chiama nessuno al posto tuo: osserva pochi segnali e avvisa la famiglia quando qualcosa cambia.
È la particolarità di questo servizio, e da qui discende tutto il resto: chi si iscrive non è chi viene osservato.
| Il familiare | si registra, crea il profilo, riceve gli avvisi. È il cliente. |
| La persona protetta | installa l’app sul proprio telefono. Non è il cliente, ma è di lei che parlano quasi tutti i dati. |
La persona protetta decide per sé. Nessun familiare può attivare il servizio su di lei a sua insaputa: il telefono si collega solo digitando un codice sul telefono di lei, e in quel momento le viene chiesto di leggere e accettare questa pagina. L’app resta visibile sul telefono, con la sua icona, e si disinstalla come qualsiasi altra app in qualsiasi momento.
Il telefono manda pochi segnali, ogni quindici minuti circa:
Da questi segnali il sistema impara alcune abitudini — l’ora in cui di solito comincia la giornata, quella in cui di solito smette di usare il telefono, quanti passi fa di norma — e le usa per capire quando qualcosa è diverso dal solito.
Non sappiamo dove si trova. Non usiamo il GPS e non tracciamo la posizione, mai.
I promemoria sono liberi: si può scrivere “dare da mangiare al gatto” o “chiudere a chiave la porta”. Ma ci si può anche scrivere una medicina, e da un promemoria che torna tutti i giorni alla stessa ora si può dedurre uno stato di salute.
Per la legge quelli sono dati di categoria particolare (art. 9 GDPR), e per trattarli non basta un accordo: serve un consenso esplicito e separato della persona protetta.
Per questo, quando collega il telefono, le chiediamo due consensi distinti: uno per il servizio, uno per i promemoria. Si può dire sì al primo e no al secondo, e tutto il resto continua a funzionare. Se il secondo manca, i promemoria non vengono mostrati e nessuno può impostarli.
Registriamo data, ora e versione di questa pagina che la persona ha letto nel momento in cui ha acconsentito. Serve a poter dimostrare che il consenso c’è stato, e su quale testo.
Il consenso si può revocare in qualsiasi momento, senza dare spiegazioni, scrivendoci o disinstallando l’app. La revoca non tocca quello che è successo prima, ma da quel momento in avanti non trattiamo più nulla.
| Dati del familiare | servono a fornirgli il servizio che ha chiesto (art. 6.1.b: esecuzione del contratto) |
| Segnali della persona protetta | suo consenso (art. 6.1.a) |
| Promemoria e loro conferma | suo consenso esplicito (art. 9.2.a) |
| Sicurezza del servizio, difesa da abusi | nostro legittimo interesse (art. 6.1.f) |
Nessun trattamento si basa su un consenso dato da qualcun altro al posto della persona protetta.
| Segnali, avvisi e conferme | sei mesi, poi cancellati automaticamente ogni notte |
| Profilo, promemoria attivi, abitudini | finché il servizio è in uso |
| Account mai confermato | sette giorni |
| Copie di sicurezza | quattordici giorni |
| Registri di accesso al sito | quattordici giorni |
Quando un familiare elimina un profilo dall’app, sparisce tutto: anagrafica, promemoria, storico, segnali, abitudini, avvisi e consensi. Non resta una copia “per sicurezza”.
⚠️ Le copie di sicurezza hanno una vita propria. Un dato cancellato oggi sopravvive nei backup notturni fino a quattordici giorni, poi sparisce anche da lì. È normale e va detto, non nascosto.
Solo chi serve a far funzionare il servizio, e nessuno di questi può usarli per conto proprio:
| DigitalOcean | il server e il database, in un centro dati a Francoforte, Germania. I dati stanno qui. |
| Google (Firebase Cloud Messaging) | consegna le notifiche ai telefoni. Vedi il punto 9. |
| Apple (APNs) | consegna le notifiche agli iPhone. |
| Brevo (Francia) | consegna le email che il servizio ti manda: il codice di conferma dell’indirizzo, il codice per rimettere la password, gli avvisi. Vedi il riquadro qui sotto. |
| Register.it | ospita la casella info@tisonovicino.it (Italia): è l’indirizzo a cui scrivi tu, e da cui ti rispondiamo a mano. |
Le email che ti mandiamo contengono un’immagine invisibile che segnala a Brevo quando le apri. Si chiama pixel di tracciamento: quando il tuo programma di posta mostra il messaggio, scarica quell’immagine dai server di Brevo, che registra il momento in cui è successo e l’indirizzo IP da cui.
Non l’abbiamo messo noi e non lo usiamo. Lo aggiunge Brevo a tutte le email che passano di lì, e sul nostro tipo di contratto non si può disattivare. Non guardiamo quei dati, non li scarichiamo e non ce ne facciamo niente — ma esistono, e preferiamo dirtelo invece di lasciartelo scoprire.
Se ti dà fastidio, quasi tutti i programmi di posta hanno un’impostazione tipo “non caricare le immagini automaticamente”: con quella attiva il pixel non viene scaricato e non segnala nulla. Vale per le email di chiunque, non solo per le nostre.
Stiamo cercando un modo per toglierlo. Quando ci riusciremo, questa pagina lo dirà.
Non vendiamo niente a nessuno. Nessun dato viene ceduto, scambiato o usato per pubblicità. Nessuna profilazione a fini commerciali. Il sito non usa cookie né strumenti di tracciamento — il pixel di cui sopra sta nelle email, non nel sito, e la differenza la scriviamo perché è vera, non per cavarcela.
Per far arrivare una notifica su un telefono bisogna per forza passare da chi lo fa funzionare: Google per Android, Apple per iPhone. Sono servizi mondiali, e i dati di quel passaggio possono essere trattati anche fuori dall’Unione Europea, sulla base delle clausole contrattuali standard approvate dalla Commissione Europea.
Per questo mandiamo dentro le notifiche il meno possibile. Il testo di un promemoria non confermato non esce: la notifica dice soltanto “non ha confermato il promemoria delle 22:30”, e il testo vero si legge solo aprendo l’app. Se hai scritto il nome di una medicina, quel nome non passa da Google né da Apple.
Diciamolo chiaramente, perché riguarda molte famiglie: se la persona da proteggere non è in condizione di capire e acconsentire — per esempio a causa di un decadimento cognitivo — un familiare non può decidere al posto suo per il solo fatto di esserle parente.
In quei casi servono un amministratore di sostegno o un tutore, e ti chiediamo di scriverci prima di attivare il servizio: info@tisonovicino.it. Preferiamo perdere un cliente che sorvegliare una persona che non ha potuto dire di sì.
Valgono sia per il familiare sia per la persona protetta, e ognuno per sé:
Basta scrivere a info@tisonovicino.it. Rispondiamo entro trenta giorni. Prima di consegnare dei dati verifichiamo chi li sta chiedendo: non è burocrazia, è il motivo per cui i dati di tua madre non li diamo a chi telefona dicendo di essere te.
I due export sono separati. A un familiare consegniamo i suoi dati, non lo storico della persona che segue: sono due persone diverse, e mescolarle sarebbe comunicare i dati di una a un’altra.
Se pensi che stiamo sbagliando puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali (gpdp.it). È un tuo diritto e non devi chiedere il permesso a noi.
Se dovesse accadere una violazione dei dati che comporta un rischio per te, te lo diremo, e lo segnaleremo al Garante entro 72 ore come previsto dalla legge.